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Cocci de Roma raccolti con pazienza e delicatezza per ricomporre a mo’ di mosaico un po’ di quel gusto tutto romano che vive nelle canzoni, serenate, testi e poesie.
I cocci di Testaccio dormono sotto l’omonima collina, ma certi “Cocci” brillano nella nebbia che il tempo sembra voler nascondere.
Lo spettacolo nasce da una raccolta di serenate romanesche che vanno dal ‘500 al primo Novecento, passando per il melò fino ai brani allegri e scanzonati della Roma popolare e ciarlatana. La parte musicale vive in simbiosi con la parte teatrale composta da poesie, sonetti, racconti e testi fra i maggiori autori della letteratura romanesca (Belli, Zanazzo, Pascarella, Trilussa, Giuliani, Petrolini, Balzani).
Il carattere frammentato dello spettacolo inventa una classica raccolta di perle o cocci emotivi, che la tradizione culturale romana ha prodotto nel tempo.
La nostra interpretazione prova a rivivere quelle emozioni come nel caso del binomio amore – morte che sembra essere uno dei principali temi ispiratori che pervade la musica, la poesia e il teatro romanesco.
Forse anche nella saggezza di qualche proverbio talvolta si nascondono cocci, reperti, espressioni e modi di dire di un popolo, quello romano, sempre pronto a rimodellarsi e ad aggiungere qualcosa di ricco al suo già fastoso paniere culturale
"Cocci de Roma, pezzi de ‘no straccio,
intriso de sangue, vino e de passione vera,
ma er tempo passa, er destino va a casaccio,
fra le campane e li sogni de chimera.
Monti, Trastevere, Portuense e Portonaccio,
li baci schioccheno e so’ carezze da matina a sera.
Un rospo zompa tra li ruderi a Testaccio,
chi dorme tra li lini, chi veglia a primavera.
Storie, canzoni, poesie, improvvisazioni,
tra feste, recite, matrimoni e torte,
co li paini, bulli, eroi o ar fin cojoni.
Roma città aperta. Se oprano le porte,
stateve alegri e tristi, vivete l’emozioni,
qui se racconta de amore vero e de bojaccia morte."
Maurizio Fabbri
SCHEDA TECNICA
Numero di artisti: due
Durata spettacolo: 1 ora
Spazio scenico: adattabile anche a piccoli spazi
Fonica: due microfoni per voce; due microfoni per strumenti
musicali. Lo spettacolo è proponibile sia per spazi al chiuso che all’aperto.
MAURIZIO FABBRI
voce, chitarra
LORENZO BUCCI chitarra
Lo spettacolo ha avuto inizio nel 2006 grazie
alla collaborazione tra Maurizio Fabbri e Aleksandar Caric
"Zar". I due poliedrici artisti avevano già collaborato insieme in altre esperienze artistiche molto spesso nel panorama dell’arte di strada.
Maurizio Fabbri ha sviluppato la sua esperienza
artistica tra teatro, teatro di strada, teatro per ragazzi, circo,
cinema e televisione. La sua ecletticità lo porta a spaziare la sua
ricerca dal teatro alla musica, dalla passione per il canto a quella
per strumenti vari come chitarra, fisarmonica e mandolino.
Professionista dal 1982, ha lavorato con il Teatro stabile di Roma
in vari spettacoli dall’85 al ‘92 per le regie di M. Scaparro, G.
Zampieri, R.Guicciardini. Scritturato in molte compagnie teatrali
differenti, ha lavorato nei più prestigiosi teatri europei. Nel
Teatro di strada è presente come attore-mimo-clown lavorando nei più
importanti festival nazionali ed europei. Ha lavorato per il Cinema
con Carlo Verdone Neri Parenti, Sergio Corbucci, Bruno Corbucci,
Cristian De Sica. Fondatore dell’Ass.Cult. Teatro Circostanzaperta,
dirige il Laboratorio di Teatro del Clown, in particolare teatro
comico, clown, buffone, commedia dell’arte, mimo ed espressione
corporale, arte di strada.
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